Transizione ecologica

A prescindere da quando e come sarà attuata e da quelli che ne saranno i protagonisti, l’espressione “transizione ecologica” ha un indubbio vantaggio. Sintetizza con chiarezza il passaggio da un sistema socioeconomico lineare, estrattivo e basato sui combustibili fossili, a uno in cui a prevalere saranno le pratiche ecologiche, vale a dire quelle circolari e rinnovabili. Da anni, i volumi del catalogo di Edizioni Ambiente spiegano con rigore scientifico i meccanismi alla base della crisi ambientale e i vantaggi di quella decarbonizzazione ormai non più rinviabile.

Comprendere il presente
Per capire perché la transizione ecologica è tanto urgente, è fondamentale conoscere i processi e le dinamiche che regolano il funzionamento del nostro pianeta. “Affrontare la complessità” di Federico Butera e “Grande mondo, piccolo pianeta” di Johan Rockström e Mattias Klum esplorano con un approccio sistemico le relazioni tra biodiversità, cambiamenti ambientali e dinamiche socioeconomiche.

Guardare oltre, e cambiare modelli di pensiero
La crisi ecologica è, anche, il risultato del fallimento di schemi di pensiero consolidati che vanno sostituiti: “2052”, di Jorgen Randers, e “Piccolo manuale di resistenza contemporanea” tracciano, a partire dalla forza delle narrazioni e delle pratiche comunitarie, percorsi praticabili per immaginare e costruire futuri differenti.

Un’economia equa e sostenibile
L’economia fossile impone costi enormi all’ambiente e alle persone. Disuguaglianze intollerabili, livelli altissimi di disoccupazione, assenza di prospettiva per i più giovani e condizioni di lavoro spesso disumane sono alcuni tra gli aspetti più evidenti di un’economia che tratta risorse e persone come beni fungibili, da cui ricavare il massimo profitto possibile. Le 10 proposte per un’economia socialmente equa di “Reinventare la prosperità” di Jorgen Randers, le nuove metriche per la ridefinizione del benessere individuate da Lorenzo Fioramonti in “Il mondo dopo il Pil”, la “Prosperità senza crescita” di Tim Jackson e i percorsi per arrivarci: sono tutti tasselli di un mosaico che si sta componendo e che, grazie anche all’“Economia della ciambella” di Kate Raworth e “Corporation 2020” di Pavan Sukhdev, sta riconsiderando i rapporti tra ecosistemi, economie, comunità e aziende.

Decarbonizzare l’economia
Ma la transizione è anche una questione di tecnologie, di processi industriali, di materiali e di modelli di business. Grazie a un’interlocuzione strettissima con il mondo delle imprese e i principali centri di ricerca, Edizioni Ambiente propone nel suo catalogo una serie di titoli che raccontano il presente e il futuro prossimo della parte più innovativa delle nostre economie. Si comincia con “Neomateriali nell’economia circolare 2.0” di Anna Pellizzari ed Emilio Genovesi, dedicato ai materiali, tradizionali, innovativi o di origine biologica, che sono alla base della rivoluzione circolare. “Le trappole del clima”, firmato da Gianni Silvestrini e G.B. Zorzoli, due tra gli esperti più qualificati sulle relazioni tra dinamiche tecnologiche e processi sociali, si affianca ai titoli che esplorano le varie declinazioni della nuova economia. “Economia circolare per tutti”, scritto da Walter Stahel, considerato il padre dell’economia circolare, individua un percorso per rendere circolari imprese e dinamiche produttive. La nuova edizione di “Che cos’è l’economia circolare” di Emanuele Bompan e Ilaria Brambilla, fa il paio con “Che cosa è la bioeconomia” di Mario Bonaccorso e Irene Baños-Ruiz, per raccontare le storie e le implicazioni della nuova economia biologica circolare.