Ambiente Italia 2007

La gestione dei conflitti ambientali

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Pratica avanzata di democrazia e di partecipazione, o egoismo campanilista? Indelebile marchio di fabbrica dell’ambientalismo, del suo istinto conservatore a dire sempre e solo no, o positivo antidoto comunitario agli eccessi della globalizzazione? La sindrome Nimby è protagonista nella prima parte di questa edizione 2007 del rapporto annuale di Legambiente, curata come sempre dall’Istituto Ambiente Italia, che accanto a numerosi e autorevoli approfondimenti sui temi connessi a grandi opere e conflitti locali offre l’abituale quadro aggiornato di dati e tendenze sulla situazione ambientale del paese. Con l’acuirsi delle drammatiche evidenze del cambiamento climatico e la crescente tensione attorno all’approvvigionamento energetico, le tematiche ambientali – dopo qualche anno di appannamento – cominciano a tornare protagoniste della politica e anche della grande politica internazionale.

La visione ambientalista può essere una risposta convincente. Ma per esserlo gli ambientalisti hanno bisogno di liberarsi dell’immagine di “quelli che sanno solo dire di no” e di trasformare il conflitto di interdizione in un conflitto creativo di nuove scelte e nuove politiche.

I saggi, le testimonianze, i casi studio che compongono questo rapporto Ambiente Italia affrontano le origini e i problemi del fenomeno Nimby – e le importanti domande che esso pone al concetto e alla pratica della democrazia – senza santificazioni e senza demonizzazioni.

Come scrive nella sua prefazione il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, “tanti anni fa la sinistra liquidava l’ambientalismo come una moda borghese e radical-chic, ci accusava di tenere più agli uccellini che all’uomo. Oggi qualche cosiddetto antagonista innamorato del Nimby se la prende con Legambiente perché non saremmo abbastanza ‘radicali’. Ma il punto è un altro: noi rifiutiamo l’equazione tra difesa dell’ambiente e conservazione di tutto ciò che c’è, crediamo che per contribuire a trasformare l’economia, la società, i rapporti internazionali anche nel segno dell’ambiente, tanto più oggi se si vogliono fermare i cambiamenti climatici minaccia mortale per l’umanità, l’ambientalismo debba essere meno conservatore e più innovatore”.

Uscita:
ISBN:9788889014691
Pagine:256
Formato:15x23
Stato:pubblicato

Prezzo: 18 €